MISTERIOSO CHHATTISGARH , VIAGGIO NEL CUORE TRIBALE DELL'INDIA - Paolo Vimercati

MISTERIOSO CHHATTISGARH , VIAGGIO NEL CUORE TRIBALE DELL’INDIA

da ottobre a marzo

10 giorni

” Sono finito in India perchè l’India è l’origine di tutto, è il punto di partenza di tutto” .

Tiziano Terzani

Dimentica il chiasso delle metropoli indiane, le urla, i clacson, i motorini impazziti ed i tuk tuk: questa, infatti, è l’India verde, con le sue immense foreste, campagne e antichissimi villaggi. Ci concentreremo sulle regioni più belle e caratteristiche di questo piccolo Stato, ancora sconosciute al turismo. Questo angolo dell’India è assai eterogeneo, di carattere profondamente tribale, con varie minoranze ancora allo stato primitivo, gente dai capelli crespi e dalla carnagione scura, dedita a caccia, allevamento di bestiame, agricoltura e artigianato, legata a regole sociali arcaiche, credenze animiste e consuetudini di vita che sembrano distare anni luce dal resto del subcontinente, rendendola molto simile all’Africa nera. Secondo molti esperti, questo è il vero centro della cultura tribale dell’India e una delle ultime zone tribali incontaminate del pianeta!

Sarà un’esperienza di viaggio unica, in quanto, non essendoci infrastrutture turistiche, alloggeremo in piccoli villaggi rurali (homestay). Ci sarà l’autentica India ad accoglierci, e le opportunità di scattare foto sensazionali saranno numerose, una full-immersion totale. Visiteremo i variopinti mercati tribali, dove le tribù si ritrovano per vendere o scambiare i propri prodotti, faremo rilassanti passeggiate nella natura (il Chhattisgarh vanta il 44% di foreste dell’intero paese), esploreremo le piccole scuole locali ed assisteremo alle interessanti attività giornaliere nei numerosi villaggi che visiteremo.Con un pizzico di fortuna, grazie anche alla nostra esperta guida locale, potremmo riuscire a partecipare ad alcuni festival (che capitano proprio in questo periodo, ma di cui non esistono date prefissate): uno spettacolo unico da immortalare con le nostre fotocamere.

N.B. E’ richiesto un buono spirito di adattamento: nonostante avremo sempre un letto pulito dove dormire e dell’acqua per lavarci (in linea con le usanze locali ci sarà la “bucket shower” ovvero: doccia con secchio d’acqua), non ci saranno le classiche comodità della società moderna e sviluppata. Il viaggio per arrivare sarà lungo, ma poi avremo tutto a portata di…fotocamera! (gli spostamenti in loco saranno relativamente brevi e non impegnativi).

Dove dormiremo? Cos’è una homestay?

E’ una scelta alternativa di soggiorno. Gli abitanti del luogo mettono a disposizione i loro edifici e ci ospitano in casa loro presentandoci il loro stile di vita quotidiano ed invitandoci a seguirlo. E’ il modo migliore per immergersi nella vera tradizione di un luogo e proprio per questo bisogna anche rispettare il vivere comune.

Cosa mangeremo ?

Avremo modo di assaggiare diversi tipi di cibo. Le colazioni saranno perlopiù a base di pane, uova e frutta secca. Mentre a pranzo e a cena la scelta spazia dal riso alle lenticchie, dalle locali “uova al curry” a diversi vegetali a foglia verde (ampia scelta per i vegetariani) , pollo e pesce a volontà. Ci aspetta inoltre qualche “chicca” nei villaggi tribali.

Cos’è un mercato tribale?

Le relazioni sociali, gli incontri tra i clan, gli scambi culturali ed economici avvengono nei mercati settimanali dove convergono i gruppi tribali con le loro merci ed i loro costumi tradizionali.
Il giorno stabilito, ormai con cadenza periodica, gli adivasi (termine hindi di origine sanscrita con cui si definisce l’eterogeneo insieme dei popoli aborigeni dell’India) delle tribù, scendono dalle colline ed escono dalle foreste più inaccessibili per scambiare i prodotti agricoli, il bestiame, l’artigianato, e acquistare oggetti e merci di prima necessità che non possono reperire nella foresta o per effettuare scambi, con denaro o secondo le antiche leggi del baratto, con altre tribù.
Ogni tribù si reca presso un proprio mercato settimanale , animato da contadini, mercanti, mediatori di bestiame, ambulanti e saltimbanchi, pellegrini indù provenienti dalla regione, imbonitori, pasti da consumare in piedi e bambini che scappano in tutte le direzioni. E’ inoltre il momento centrale della socialità delle donne e degli uomini delle tribù che per tutta la settimana vivono prevalentemente isolati nei villaggi più remoti.